July 4, 2008

C’è qualcosa di distorto, anzi di abbastanza mostruoso, che sta passando nell’opinione pubblica. Qualcosa che si sente in giro: al bar, in autobus, dall’ortolano, nelle telefonate alle radio durante le trasmissioni di politica.

Questo qualcosa si può riassumere in una breve frase di un ascoltatore intervenuto ieri sera a Radio24. Che, riferendosi al corteo dell’8 luglio, ha detto più o meno: «Ma cosa volete ancora? Avete perso le elezioni, adesso state zitti».

Come dopo un derby, insomma: chi ha vinto ha ragione, chi ha perso rosichi e taccia.

Quindi è roba da rosiconi (che “non ci vogliono stare”) indicare come vergognose la legge imbavaglia-intercettazioni, la slitta-processi, il lodo Alfano, le impronte digitali prese ai bambini, la galera-Cpt per 18 mesi ai migranti, l’elemosina-truffa della poverty card, la bufala dell’Alitalia e molto altro.

Così com’è gossip da rosiconi dire che se un ministro fosse diventato tale per meriti di talamo dovrebbe dimettersi subito perché in tutto il mondo civile avverrebbe così, perché è uno schiaffo a ogni blabla sulla meritocrazia, perché è roba da basso impero non da paese decente.

Ecco, in giro è passato che se uno ha vinto le elezioni ha acquisito il diritto di fare e di aver fatto tutto quello che gli pare o gli pareva, giusto o sbagliato che sia. E se qualcuno dice no, «si oppone al volere popolare», quindi è antidemocratico.

A far passare questa vulgata è stato in primo luogo il premier, con il mantra della magistratura che se indaga «vuole rovesciare l’esito delle urne» e dei giornali che se rivelano le sue telefonate «vogliono costringermi a dimettermi contro la volontà popolare».

Ma ha anche contribuito Veltroni, che con il suo atteggiamento (specie nelle prime settimane dopo il voto) ha lasciato intendere l’inutilità del contrapporsi a chi possiede gli argomenti vincenti, quindi tanto vale collaborare.

E poi, e poi.

E poi ci sono gli istituti demoscopici a dirci ogni giorno che - per esempio - le impronte digitali prese agli zingari piacciono alla maggioranza, e allora ecco la pavida opposizione incartarsi, dire “beh, se la gente è d’accordo che la facciamo a fare una battaglia su questo?”.

Come se una mostruosità diventasse eticamente legittima perché un sondaggio rivela che piace ai più: e se secondo l’Ipsos la maggioranza gradisse il ripristino delle leggi razziali del ‘38, rinunceremmo ad opporci anche a quelle?

E lo stesso su tutto il resto: le leggi ad personam, il reato di immigrazione e infine il governo-lupanare: “Agli italiani non interessa se Berlusconi è stato con la Carfagna, interessa che Berlusconi li faccia arrivare a fine mese”. Sicché, chiude il sillogismo, “che rompete le balle a fare con questa storia di gossip? Lasciatelo lavorare che staremo tutti meglio”.

Ecco perché c’è qualcosa di distorto, anzi di abbastanza mostruoso, che è passato nell’opinione pubblica.

La convinzione plebiscitaria dell’intangibilità del capo e dell’inutilità conseguente di un’opposizione, che per il fatto di essere minoranza (e magari di sostenere tesi di minoranza) nel momento in cui si oppone alle vergogne o alle truffe del governo è per questo “antidemocratica”. Il capo è voluto dalla maggioranza, quel che fa piace alla maggioranza, quindi tutto il resto vada a fottersi: le regole etiche e politiche, la magistratura, i giornalisti e chiunque altro tenti di far sentire la sua voce.

Spero che sia contro questa parodia monocratica della democrazia, senza controbilanciamenti e senza opposizione, che si manifesterà martedì prossimo a Roma. Se fosse così, ci sarò anch’io.

Piovono Rane

Gesù, che depressione…

i miei vicini ascoltano scar tissue per la decimillesima volta in sei mesi. Non sentono altro. dalla mattina alla sera, a ripetizione.

O in quella canzone c’è un messaggio cifrato che io non arrivo a comprendere o è giunta l’ora di appoggiare con delicatezza le casse del mio stereo sul loro davanzale e mettere la manopolina del volume su “max” mentre girano i Walls of Jericho.

June 30, 2008
E se il nuovo PD è questa roba qui, beh, non duriamo.

Wittgenstein

ah perchè altrimenti…

June 17, 2008

adios

qua si riapre il 25/26 giugno. vado a frantumarmi le ossa all’Hellfest.

pregate per me.

June 5, 2008
a parte una psicopatia conclamata e grave, che cosa può avermi spinto ad aprire un account su twitter, o meglio, a usare quell’account che mi ero scordata di avere aperto un anno fa?
June 4, 2008
June 3, 2008
May 30, 2008
May 28, 2008
May 27, 2008

per essere costruttivi

propongo di estinguerci